Trump brinda al 2026 facendo esplodere Caracas: esportata libertà, importato il silenzio
Ah. Finalmente.
Il 2026 entra in scena non in punta di piedi ma con la mazza chiodata e noi — ligi, riconoscenti, con la bandierina a stelle e strisce stirata — possiamo ufficialmente dichiarare che l’anno è partito BENISSIMO.
Altro che spumante, altro che trenini, altro che “Auguriiii e che questo sia l’anno buonoooo”.
A Caracas hanno acceso il presepe geopolitico a miccia corta, e il cielo si è riempito di quelle lucine patriottiche che non sono stelle, non sono comete, sono democrazia in forma pirotecnica.
Donald Trump, uomo di tradizione e di grande rispetto per i valori occidentali, ha finalmente riportato in auge l’arte più nobile dell’Occidente: l’esportazione armata dei buoni propositi, la pace portata col botto, la libertà consegnata a domicilio, con ricevuta, cratere e comunicato stampa.
Il mondo chiedeva: “Ma che fine ha fatto la democrazia?”
Trump ha risposto con sette esplosioni, un blackout e qualche elicottero basso sul cielo. Perché la democrazia non è un’idea! È un rumore, una vibrazione nei vetri, è quella cosa che senti prima col torace e poi col notiziario.
E allora noi, Ministero della Verità – Dipartimento di Psicopolizia, non possiamo che alzarci in piedi, portare la mano sul cuore e dire: benvenuto 2026! Anno di luce, anno di botti, anno in cui la pace torna a viaggiare in formato esplosivo.
Restate sereni, cittadini, il cielo lampeggia perché qualcuno, da qualche parte, vi sta volendo molto, molto bene.
Firmato, con profonda fiducia nel fragore delle istituzioni:
Leone Strelka
Ministro reggente e Papa del Ministero della Verità
Dipartimento di Psicopolizia
Iosif Nemesi
Ministro reggente e Responsabile per la Corretta Interpretazione delle Esplosioni Democratiche -
Sezione Fuochi d’Artificio Geopolitici
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